Il sistema pensionistico italiano continua a cambiare e i dati più recenti confermano una tendenza che merita attenzione. Secondo il Rendiconto Sociale 2025 dell’INPS, nel corso dell’anno sono state liquidate 834.658 nuove pensioni previdenziali, un numero in diminuzione rispetto alle 861.949 del 2024 e alle 878.369 del 2022. Un calo che riflette l’effetto delle misure introdotte negli ultimi anni, orientate a rendere più stringente l’accesso alla pensione.
Ma il dato che preoccupa maggiormente riguarda l’importo degli assegni: le pensioni di nuova liquidazione risultano mediamente più basse rispetto a quelle già in pagamento, evidenziando una progressiva riduzione del valore medio delle prestazioni previdenziali.
Pensioni più basse per i nuovi pensionati
L’INPS evidenzia una differenza crescente tra gli importi delle pensioni già in essere e quelli delle nuove pensioni liquidate. In particolare, per alcune categorie di lavoratori la differenza supera i 140 euro mensili, segnale di un trend che negli ultimi anni si è accentuato.
Le ragioni sono diverse:
– il progressivo passaggio al sistema contributivo;
– carriere lavorative sempre più discontinue;
– retribuzioni mediamente più basse rispetto al passato;
– requisiti di accesso alla pensione più restrittivi.
Il risultato è che chi andrà in pensione nei prossimi anni rischia di percepire un reddito inferiore rispetto alle generazioni precedenti, pur avendo versato contributi per molti anni.
Rimane forte il divario tra uomini e donne
Dal Rendiconto emerge anche un altro dato significativo: permane una marcata differenza negli importi pensionistici tra uomini e donne. Nel caso delle pensioni di vecchiaia, l’importo medio percepito dalle donne risulta fino al 45% inferiore rispetto a quello degli uomini. Una disparità che trova origine in percorsi lavorativi spesso caratterizzati da retribuzioni inferiori, periodi di interruzione della carriera e maggiore diffusione del lavoro part-time.
Meno pensionati e pensionamento più tardivo
Anche il numero complessivo dei pensionati registra una lieve diminuzione: nel 2025 l’INPS conta circa 15,4 milioni di pensionati, in calo rispetto ai quasi 15,8 milioni del 2022. Parallelamente cresce l’età media di uscita dal lavoro, conseguenza delle modifiche normative che hanno limitato le possibilità di pensionamento anticipato e favorito un prolungamento della permanenza nel mercato del lavoro.
Il ruolo della pianificazione previdenziale
L’evoluzione demografica e le trasformazioni del mercato del lavoro rendono la pianificazione previdenziale una scelta sempre meno rinviabile. Valutare oggi le proprie prospettive pensionistiche permette di comprendere quale potrà essere il reddito disponibile domani e, se necessario, individuare le soluzioni più adatte per colmare l’eventuale divario tra pensione pubblica e reale fabbisogno economico.
Affidarsi a una consulenza qualificata significa poter pianificare con maggiore serenità il proprio futuro, scegliendo strumenti coerenti con gli obiettivi personali e familiari.
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