Previdenza complementare: come funziona e quali sono i benefici

Per richiedere la pensione di vecchiaia oggi è necessario avere almeno 67 anni di età e aver versato almeno 20 anni di contributi, oppure 66 anni e 7 mesi di età per i lavoratori con mansioni gravose e con almeno 30 anni di contributi versati.

Secondo il sistema pensionistico italiano, è tramite i contributi versati dai lavoratori che vengono pagate le pensioni a coloro che al momento ne hanno diritto. Chi raggiunge l’ambito traguardo della pensione ha finalmente la possibilità di dedicarsi completamente ai propri interessi e alle proprie passioni, sempre che la situazione economica in cui ci si ritrova lo permetta.

Previdenza complementare: come funziona

Per assicurarsi una condizione economica soddisfacente e affrontare serenamente il periodo della pensione è consigliabile pensarci per tempo e affiancare ad essa una forma di reddito aggiuntivo, attraverso la previdenza complementare.

Aderire alla previdenza integrativa significa accantonare durante la vita lavorativa i propri risparmi in una forma pensionistica privata, pianificata secondo le proprie esigenze, la propria attitudine al rischio e gli anni rimanenti per arrivare alla pensione obbligatoria. Tutti vi possono aderire: dipendenti, autonomi, liberi professionisti, soggetti senza reddito o con redditi diversi da quelli del lavoro.

La scelta migliore è quella di investire fin da subito e già all’inizio del proprio percorso lavorativo e professionale, per garantirsi una maggiore sicurezza e stabilità economica futura. Sarà possibile modificare gli importi dei versamenti, sospenderli in determinate situazioni o richiedere una somma come anticipo o riscatto.

Per i dipendenti del settore privato vige il conferimento tacito del TFR al fondo di riferimento dell’azienda o individuato dalla contrattazione collettiva, in caso di silenzio del lavoratore circa la destinazione del proprio TFR dopo 6 mesi dall’assunzione.

Previdenza complementare: quali vantaggi?

Una volta raggiunti i requisiti per la pensione obbligatoria si potrà decidere di convertire la somma maturata in una rendita integrativa alla pensione, erogata per tutta la durata della vita, ma anche di riceverne una parte immediatamente in forma di capitale.
Sotto il profilo fiscale, inoltre, vi è il vantaggio di poter dedurre dall’imponibile IRPEF i contributi versati (fino a max 5.164,57€), garantendo un risparmio sotto forma di minori imposte IRPEF.
Inoltre i rendimenti sono soggetti a una tassazione agevolata rispetto ad altre forme di investimento, che, dopo i primi 15 anni, si riduce costantemente per ogni anno di partecipazione alla previdenza.
A certe condizioni, inoltre, come ad esempio per spese sanitarie legate a importanti patologie o per l’acquisto/ristrutturazione della prima casa, è possibile richiedere un anticipo del patrimonio accumulato o un suo riscatto totale o parziale.

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